1872-1918 dalla nascita alla prima Guerra Mondiale

Uniforme degli ufficiali 1874
Uniforme degli ufficiali 1874

15 ottobre 1872  Regio Decreto n. 1056 riguardo il riordinamento dei distretti militari. Il Ministro della Guerra, Generale Cesare Francesco Ricotti-Magnani, convinto dall’articolo di Perrucchetti e dalle idee di Ricci, per evitare le lungaggini burocratiche, politiche e di bilancio, dovute alla creazione di un nuovo corpo, inserisce un allegato al regio decreto che assegna 15 nuove compagnie a 7 distretti montani degli aumentati 62 nazionali. Dette compagnie composte da 120 uomini ciascuna reclutati in area regionale saranno dotate di muli e denominate Compagnie Alpine, con compiti di milizia territoriale. Camuffati da distrettuali nascono cosi gli Alpini.
Le prime 15 compagnie formate con le giovani reclute nate nel 1852, erano cosi dislocate:
• 1a Cp. a Borgo S. Dalmazzo;
• 2a Cp. a Demonte;
• 3a Cp. a Venasca;
• 4a Cp. a Luserna S. Giovanni;
• 5a Cp. a Fenestrelle;
• 6a Cp. a Oulx;
• 7a Cp. a Susa;
• 8a Cp. ad Aosta;
• 9a Cp. a Bardonecchia;
• 10a Cp. a Domodossola;
• 11a Cp. a Chiavenna;
• 12a Cp. a Sondrio;
• 13a Cp. a Edolo;
• 14a Cp. a Pieve di Cadore;
• 15a Cp. a Tolmezzo.

Uniformi truppa 1874
Uniformi truppa 1874

1873  Le uniformi erano quelle in dotazione alle compagnie distrettuali di fanteria aventi come copricapo il tradizionale kepi con la stella a 5 punte. 25 marzo: Quale distinzione come corpo speciale furono dotati di un nuovo cappello; Una bombetta rigida di feltro nero con la stella di metallo argentato della fanteria in posizione frontale recante il numero del distretto di appartenenza, sul lato destro una coccarda tricolore con al centro, in rilievo su un bottone bianco, la croce sabauda, dietro la coccarda era infilata una penna nera di corvo, per gli ufficiali la penna era d’aquila. Subito diventato simbolo degli Alpini. Furono inoltre armati con i nuovi fucili Vetterli 1870.
30 settembre: L’art. 25 della legge di ordinamento ufficializzava l’esistenza delle compagnie alpine, nel numero da fissarsi secondo le esigenze del servizio. Le 15 compagnie sono portate a 24 e ripartite in 7 reparti alpini ciascuno al comando di un Ufficiale superiore.

1875 gennaio  I 7 reparti alpini, aumentati in organico, (250 uomini e 5 ufficiali per compagnia), diventano Battaglioni formati da 3 o 4 compagnie:
1° CUNEO
2° MONDOVI’
3° TORINO (SUSA)
4° TORINO(CHIVASSO)
5° COMO
6° TREVISO
7° UDINE
Le unità alpine, in considerazione del valore strategico dell’arco alpino, continuano a crescere. Verranno in seguito costituite le prime cinque batterie da montagna.

1878  I battaglioni diventano 10 composti da 36 compagnie per un totale di circa 9000 Alpini. Vennero assegnate ad ogni battaglione una sede estiva ed una invernale

Il cappello con il nuovo fregio
Il cappello con il nuovo fregio

17 novembre 1880  in sostituzione del generico stellone viene adottato un nuovo fregio in metallo argentato, raffigurante un’aquila coronata con artigli poggiati su una cornetta, una picozza e un’ascia, due moschetti incrociati e fronde di quercia e alloro, il disco al centro della cornetta portava impresso il numero del battaglione. La coccarda tricolore fu spostata davanti sotto l’aquila, al suo posto fu applicata una nappina di lana rossa uguale per tutti I battaglioni con ricamato nel centro nero il numero della compagnia. Il cappello degli ufficiali superiori si distingueva con una penna bianca al posto di quella nera, la nappina era in metallo argentato con la croce sabauda, per gli ufficiali la penna era d’aquila sempre con nappina metallica e i gradi cuciti a V rovesciata dietro la penna.

Uniforme del 1880
Uniforme del 1880

1882  Con il Regio Decreto del 5 ottobre vengono raddoppiate le compagnie che diventano 72 ordinate su 20 battaglioni, i quali non saranno più contraddistinti da un numero ma dal nome della zona di reclutamento alla cui difesa erano destinati. I battaglioni vengono raggruppati in sei nuovi Reggimenti: 1°- 2°- 3°- 4°- 5°- 6°- Alpini. Il numero del battaglione sul fregio fu sostituito da quello del reggimento. Per distinguere l’appartenenza ai vari battaglioni, la truppa e i sottufficiali, adottarono una nappina di colori diversi: bianca per il primo battaglione del reggimento, rossa per il secondo, verde per il terzo e blu per I battaglioni speciali o di servizio.

Mostrine da bavero verdi
Mostrine da bavero verdi

1883  Con il Decreto del 16 giugno agli alpini veniva conferita una precisa identità di corpo. Il Ministro della Guerra stabiliva che anche gli alpini avessero la loro “divisa”, fiamme (mostrine cucite sul bavero della giubba) e manopole (parte finale della manica) diventavano di colore verde universalmente riconosciuto come distintivo delle truppe di montagna. Per ogni altro dettaglio, la giubba ed i pantaloni mantenevano gli attributi della fanteria, ovvero filettatura e bande di colore scarlatto.

1887  Viene istituito uno speciale Ispettorato delle truppe alpine che riunisce i reggimenti in un unico comando. Nasce a Torino il primo Reggimento di artiglieria da montagna, su 9 batterie, armato con pezzi da 75 mm.
Con il Regio Decreto del 10 luglio a Conegliano Veneto si costituisce un nuovo Reggimento alpini il 7°su 9 compagnie in 3 battaglioni: Feltre, Gemona e Pieve di Cadore. Viene costituito su 4 compagnie il 1° Battaglione Alpini d’Africa inquadrato nel Corpo Speciale d’Africa, inviato in Eritrea per ristabilire l’autorità nella colonia italiana dopo L’eccidio di Dogali.

 

Fucile mod. 91
Fucile mod. 91

1888  I muli, fedeli e instancabili compagni degli alpini furono aumentati da uno a otto per compagnia. Il fucile Vetterli 1870 fu sostituito da un nuovo modello a ripetizione, il Vetterli-Vitali mod. 70/87. Con il nuovo ordinamento della Milizia Mobile furono assegnate alle unità dell’Esercito Permanente 38 compagnie alpine e 15 batterie da montagna

1892  Gli alpini sono fra i primi ad essere dotati del nuovo fucile del Regio Esercito il Mod. 91.

Il Cap. Pietro Cella prima MOVM degli Alpini
Il Cap. Pietro Cella prima MOVM degli Alpini

1896  Gli alpini, sempre con il 1° Battaglione d’Africa: 4 compagnie al comando del Tenente Colonnello Davide Menini, hanno il loro battesimo del fuoco nella tragica battaglia di Adua. Il battaglione, 530 alpini, era inquadrato in una delle 4 brigate comandate dal Generale Baratieri per un totale di circa 18.000 uomini compresi gli “ascari”(soldati indigeni). All’alba del 1 marzo il corpo di spedizione italiano fu attaccato da 120.000 abissini del negus Menelik II, la sconfitta fu inevitabile. Morirono circa 5.900 tra italiani e ascari, le perdite abissine furono stimate tra 7.000 e 12.000 morti. Gli alpini pagarono il primo di tanti tributi di sangue lasciando sul campo oltre 400 uomini tra questi il comandante Ten.Col. Menini e il Capitano Pietro Cella, che sarà la prima medaglia d’oro al valor militare degli alpini, con la seguente motivazione:
”Comandante delle Compagnie Alpine 3° e 4° distaccate sulla sinistra dell’occupazione al Monte Rajo, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie, finché furono pressoché distrutte e combattendo valorosamente lasciò la vita sul campo prima di cedere di fronte all’irrompente nemico.
Adua (Eritrea), 1° marzo 1896”.

1902  Nel 1902 si cercò di imitare il sistema austriaco delle brigate da montagna sostituendo l’Ispettorato con tre comandi denominati “Gruppo Alpino”.
Dopo un periodo di prova con il 3° reggimento, gli alpini adottano un nuovo mezzo di locomozione: gli sci; Si formano le prime “compagnie skiatori”.

Cartolina del Plotone Grigio
Cartolina del Plotone Grigio

1905  Un plotone della 45^ compagnia del Battaglione Morbegno, 5° Alpini, sperimenta un nuovo tipo di divisa di colore grigio per questo sara denominato “Plotone grigio”. La nuova divisa dopo varie prove e modifiche diventa “grigioverde” e nel 1908 sara adottata da tutto il Regio Esercito

1909  Con i battaglioni Tolmezzo, Gemona e Cividale il 1° ottobre è costituito l’8° Reggimento Alpini al comando del leggendario Col. Antonio Cantore.
Sono aboliti i gruppi alpini, si tornò al vecchio sistema, ricostituendo l’Ispettorato, che comprendeva: 22 battaglioni ridistribuiti su 8 reggimenti alpini. 2 reggimenti di artiglieria da montagna ordinati in 24 batterie su 8 gruppi e i nuclei di mobilitazione della Milizia Territoriale con 75 compagnie in 22 battaglioni.

Cappello alpino mod. 1910
Cappello alpino mod. 1910

1910  Con le nuove divise grigioverdi agli alpini venne dato in dotazione un nuovo cappello anch’esso di colore grigioverde in feltro non rigido e con la parte posteriore della tesa rivoltata all’insù. Cambiò anche il fregio non più in metallo ma ricamato in filo verde, raffigurante un’aquila ad ali aperte con gli artigli poggiati a una cornetta su due fucili incrociati. Il cappello degli ufficiali si differenziava solo dal fregio in filo argentato e dai materiali di rifinitura più pregiati. Penna, colore delle nappine e disposizione dei gradi rimasero immutati. Anche l’artiglieria da montagna fu dotata del nuovo copricapo e ridenominata Artiglieria Alpina la nappina era rossa per tutti i reggimenti con nel centro il numero della batteria su sfondo nero, nel fregio due cannoni incrociati al posto dei fucili e il filo di ricamo dorato per gli ufficiali. Nei periodi bellici, per questioni mimetiche, tutti i fregi erano ricamati in filo nero. Da qui ai giorni nostri, a parte qualche piccola modifica, il Cappello Alpino Rimane immutato; Unico capo rimasto di colore grigioverde dell’abbigliamento militare italiano.

1911  L’Italia dichiara guerra alla Turchia per i territori coloniali della Libia. Il 5 ottobre il Regio Esercito sbarca a Tripoli. Con loro alcuni battaglioni alpini e gruppi di artiglieria da montagna.

1912  Fino al 1914 sono impegnati nel deserto libico i battaglioni: Fenestrelle, Saluzzo, Mondovi, Susa, Ivrea, Verona, Feltre, Edolo, Tolmezzo e Venzone. Nell’ottobre 1912 fu costituito a Zanzur, in Tripolitania, l’8° Reggimento Alpini speciale, con i battaglioni: Susa del 3°, Vestone del 5°, Feltre del 7° e Tolmezzo dell’8°, sempre al comando del Col. Antonio Cantore. Si iniziavano a scrivere le prime pagine delle leggendarie imprese degli Alpini.

1914  L’Arciduca d’Austria Francesco Ferdinando viene assassinato a Sarajevo da uno studente serbo. Il 28 luglio l’Austria dichiara guerra alla Serbia. Nel giro di un mese , per un intricato sistema di alleanze e interessi, i più importanti stati d’Europa, il Giappone e la Turchia, si ritrovano in guerra. Nel 1917 anche gli Stati Uniti entreranno nel conflitto.

L'ortigara e la Colonna Mozza
L’ortigara e la Colonna Mozza

23 maggio 1915  Con la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria, inizia per l’Italia la prima guerra Mondiale, il 24 le truppe italiane si attestano sulla linea del fronte. Per gli alpini, creati per difendere le Alpi, giunge il momento di dimostrare il loro valore.
I già mobilitati battaglioni delle milizie (denominati con il nome di valli alpine i Btg.territoriali e con il nome di un monte I Btg. mobili) sono inseriti nei Reggimenti permanenti i quali, contraddistinti da una lettera, assumono il nome di “Gruppo” e dotati di artiglieria da montagna e compagnie di servizi vari sono impiegati secondo le esigenze, singolarmente o raggruppati in “Raggruppamenti”. Durante la guerra ai gruppi furono assegnati i plotoni mitragliatrici, i reparti lanciabombe e scalatori, e i battaglioni sciatori di nuova costituzione. In seguito, ai gruppi fu data una fisionomia propria e contrassegnati da un numero, erano generalmente cosi composti: 3 battaglioni permanenti, 3 battaglioni territoriali (valle), 3 battaglioni mobili (monte), alcuni con battaglioni sciatori, 1 Gruppo di artiglieria da montagna, compagnie di mitraglieri e scalatori. Gruppi e raggruppamenti contribuirono a formare alcune Divisioni Alpine, che comprendevano anche reparti di altre armi. La 52^ Divisione Alpina che combattè sull’altipiano di Asiago era formata da 18 battaglioni alpini su 22 totali.

Il Monte Pasubio
Il Monte Pasubio e il suo complesso monumentale

Fu una guerra di uomini, combattuta sulle Alpi dagli Alpini insieme alle eroiche Brigate di Fanteria, ai Bersaglieri e agli instancabili soldati lavoratori del Genio. Le penne nere portarono i cannoni sulle alte creste oltre i 3000 metri, scavarono chilometri di gallerie nei ghiacciai e nella nuda roccia, costruirono ardite funivie, furono sepolti nelle esplosioni della guerra di mina, leggendarie imprese di eroici rocciatori, assalti all’arma bianca contro un rivale non meno valoroso; Kaiserjäger, Standschützen e Landeschützen, anche loro duri montanari con comuni nemici il freddo e le insidie della montagna. Nascono in questi momenti le canzoni che contribuiranno a rendere leggendario il corpo degli alpini. Ancora oggi i ghiacciai restituiscono i resti di qualcuno di questi valorosi soldati le cui spoglie, con i dovuti onori, verranno portate in uno dei tanti cimiteri di guerra dove signora morte rende tutti fratelli, senza bandiere e gradi. Tutti Eroi. Non dimentichiamoci di loro!

4 novembre 1918  dopo 3 anni e 6 mesi di guerra Italia ed Austria firmano l’armistizio.La grande guerra è finita, I caduti italiani sono 650.000, i feriti 947.000, prigionieri e dispersi 600.000. In europa i morti si contano a decine di milioni. Su 400.000 alpini mobilitati i caduti furono 24.876, i feriti 76.670, i dispersi 18.305.