1919-1945 il ventennio e la seconda Guerra Mondiale

1919  Finita la guerra furono sciolti i gruppi, i Raggruppamenti, e le Divisioni. Ritornarono gli 8 Reggimenti, a cui si aggiunse il 21 novembre il 9° di nuova costituzione. I 9 Reggimenti furono distribuiti su 4 comandi di brigata.
Luglio. Nasce a Milano l’Associazione Nazionale Alpini fondata da un gruppo di reduci, primo presidente Daniele Crespi.

1920  Il 20 aprile i 4 comandi di brigata furono sostituiti da tre comandi di Divisione.
Settembre: prima adunata nazionale Alpini sull’Ortigara. In seguito gli Alpini in congedo si riuniranno sempre ogni anno, escluso il periodo bellico (1940 – 47).

1923  Con il Decreto del 7 gennaio viene definito l’Ordinamento di pace, i 3 comandi di Divisione diventano Comandi di Raggruppamento alpino ognuno formato da 3 reggimenti alpini e un reggimento di artiglieria da montagna.

1926  Con il Regio Decreto del 11 marzo per il riordinamento dell’esercito, sono sostituiti i Comandi di Raggruppamento con 3 Brigate Alpine cosi composte:
1ª Brigata: Rgt. 1°, 2°, 3° e 4° Alpini e 1° Art.M.
2ª Brigata: Rgt.5°, 6° e 7° Alpini e 2° Art.M.
3ª Brigata: Rgt.8° e 9° Alpini e 3° Art.M.
Nel 1933 verra aggiunta una nuova brigata la 4ª.

1929  Per volere del regime fascista l’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è trasformata in 10° Reggimento Alpini e la sede da Milano è trasferita a Roma, dove resterà fino all’armistizio del settembre 1943.

Stemma della Scuola Militare Alpina
Stemma della Scuola Militare Alpina

1934  Con la legge del 11 ottobre sul riordino dell’esercito, le quattro Brigate sono trasformate in Comandi Superiori Alpini.
9 Gennaio, viene inaugurata ad Aosta la Scuola Centrale Militare di Alpinismo, detta anche “Universita degli Alpini”, per dare un’istruzione sci-alpinistica agli Ufficiali e Sottufficiali e studiare equipaggiamenti e armi.

Stemma della divisione Taurinense
Stemma della divisione Taurinense

1935  Il 31 ottobre il nuovo ordinamento dell’esercito trasforma i Comandi Superiori Alpini in Divisioni Alpine. Oltre il numero sono identificate anche dal nome della zona di appartenenza  1ª Taurinense    2ª Tridentina     3ª Julia     4ª Cuneense.
Nasce una nuova specialita il Genio Alpino, le Divisioni Alpine comprenderanno nell’organico anche una compagnia mista del Genio. Il 31 dicembre viene costituita la 5ª divisione alpina Val Pusteria, formata con i Reggimenti Alpini 7°(Btg. Feltre. Pieve di Teco, Exilles), l’11° Alpini di nuova costituzione (Btg. Trento, Intra, Saluzzo), 5° Reggimento Artiglieria lpina (Gruppi Lanzo e Belluno), la 5° compagnia Genio Alpino e 2 battaglioni di complemento.  Fu subito inviata in Africa sulle alture etiopi inquadrata nel corpo di spedizione italiano per la conquista dell’Abissinia.

Stemma della divisione Tridentina
Stemma della divisione Tridentina

1937  Viene formato il 12° Reggimento Alpini, per sostituire in patria il 7° dislocato in Etiopia, sarà sciolto l’anno dopo.
Aprile: La Pusteria rientra in Italia. Non rientra il battaglione alpino Uork Amba cosi denominato perche  nella battaglia di Tembien (27 febbraio 1936) il VII battaglione complementi della Pusteria si distinse nella conquista di una delle due vette del monte Amba Uork. Il glorioso Btg. Speciale Alpini d’Africa Uork Amba fu distrutto a Cheren (Etiopia) nel 41, in una lunga battaglia contro le truppe inglesi,  e non più ricostruito.

1939  7 aprile:Operazione O.M.T -Oltre mare Tirana- un corpo di spedizione italiano (22.000 uomini) occupa militarmente l’Albania. 15 aprile: Si imbarca a Bari la 3ª Divisione alpina Julia destinata a presidiare la zona di Scutari.
Le compagnie miste Genio delle divisioni sono elevate a Battaglione.

Stemma della divisione Julia
Stemma della divisione Julia

1940  10 giugno: L’Italia entra in guerra a fianco dei nazisti, con la dichiarazione di guerra alla Francia e all’Inghilterra. 21 giugno: Inizia l’offensiva italiana lungo l’arco alpino occidentale, Sono impiegate le  divisioni alpine: Taurinense, Cuneense, Tridentina e Pusteria. Le operazioni dell’esercito italiano durano solo 5 giorni con scarsi risultati dovuti al freddo e alla dura opposizione delle forze francesi. 24 giugno: L’armistizio firmato a Roma fra Italia e Francia già duramente provata dall’invasione tedesca, pone fine alla piccola guerra.
28 ottobre: Mussolini decide di invadere la Grecia. Le armate italiane, 105.000 uomini, tra questi anche gli alpini della Julia iniziano l’avanzata, ma dopo un primo slancio sono costrette a ripiegare, ed attestarsi in territorio albanese. In novembre sono inviate in Albania la Pusteria e la Tridentina, seguite in dicembre dalla Cuneense. Le penne nere dimostrarono ancora una volta il loro valore combattendo eroicamente nel duro inverno sulle alture Albanesi e greche.

Stemma della divisione Cuneense
Stemma della divisione Cuneense

1941  All’inizio della primavera parte la controffensiva degli italiani in Albania,favoriti dal fatto che il 6 aprile la Germania dichiara guerra alla Jugoslavia e alla Grecia. In soli 15 giorni le truppe tedesche costringono I greci a firmare la capitolazione a Làrisa il 21 aprile, il 27 i panzer di Hitler entrano ad Atene. La guerra di Grecia è finita. Perdite italiane nei sei mesi della campagna di Grecia: 13.755 morti, oltre 50.000 feriti, 12.368 congelati gravi e 25.067 dispersi. La Cuneense e la Pusteria sono impiegate in Jugoslavia per contrastare la guerriglia partigiana.
Novembre: Viene costituita ad Ivrea la 6ª Divisione Alpina Alpi Graie con il 3° e il 4° gruppi alpini “valle” di complemento e Battaglioni provenienti dalle altre divisioni alpine. Fu subito impiegata in Jugoslavia nella guerra partigiana. Nel novembre 1942 il 3° Gruppo Alpini  Valle fu inviato in Francia come rinforzo ai reparti d’occupazione fino all’armistizio.

Stemma della divisione Pusteria
Stemma della divisione Pusteria

1942  La notte del 28 marzo un siluro lanciato da un sommergibile inglese colpisce e affonda il piroscafo “Galilea”. A bordo, in ritorno dall’Albania, l’intero Battaglione Gemona della Julia e i feriti di tre ospedali da campo, le difficili condizioni del mare ostacolano i soccorsi. Erano imbarcati 1.275 uomini se ne salvarono solo 354.
Aprile: Con le divisioni Tridentina, Cuneense e Julia si inizia a costruire il corpo d’armata alpino per il fronte orientale, nell’intenzione di potenziare il C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) circa 60.000 uomini inquadrati su 3 divisioni di Fanteria presenti in terra sovietica dal luglio del 41, inviate da Mussolini per affiancare la Wehrmacht di Hitler nell’invasione dell’Unione Sovietica.
Il XXX battaglione Guastatori del Genio è dotato di cappello e inquadrato nel C.d A. Alpino. Nascono i Guastatori Alpini.
La Taurinense, che dopo la piccola guerra contro la Francia era rimasta in Italia, è dislocata in Montenegro impiegata nella dura lotta contro i partigiani jugoslavi fino al settembre del 43. La Pusteria è trasferita a presidio dell’Alta Savoia, la Alpi Graie in Liguria, dove rimangono fino all’armistizio.
Luglio: Circa 57.000 effettivi compongono il Corpo d’Armata Alpino, che agli ordini del GEN. C.d.A. Gabriele Nasci inizia il trasferimento verso il fronte orientale. Ne fanno parte:

Stemma della divisione Alpi Graie
Stemma della divisione Alpi Graie

Divisione Alpina Tridentina comandata dal Gen. Luigi Reverberi con i reggimenti: 5°(Battaglioni Morbegno, Tirano e Edolo) 6° (Battaglioni Verona, Val Chiese e Vestone) 2° Artiglieria Alpina (gruppi Vicenza, Bergamo e Val Camonica), 2° battaglione misto Genio.

Divisione Alpina Julia, Gen.Umberto Ricagno, Reggimenti: 8° (Battaglioni Tolmezzo, Gemona, Cividale) 9°(Battaglioni Vicenza, L’Aquila, Val Cismon), 3° Artiglieria Alpina (Gruppi Udine, Conegliano, Val Piave) 3° battaglione misto Genio.

Divisione Alpina Cuneense, Gen. Emilio Battisti Reggimenti: 1°(Battaglioni Ceva, Pieve di Teco, Mondovì), 2° (Battaglioni B.S.Dalmazzo, Dronero, Saluzzo), 4° Artiglieria Alpina (Gruppi Pinerolo, Mondovì, Val Po), 4° battaglione misto Genio.

Il XXX battaglione guastatori per Corpo d’Armata Alpino,un Btg. Genio Artieri, fotoelettricisti, un Btg. Misto Genio Trasmissioni, il Battaglione sciatori Monte Cervino.

La Divisione Cuneense sfila a Cuneo prima della partenza per la Russia
La Divisione Cuneense sfila a Cuneo prima della partenza per la Russia

Fanno parte dell’ A.R.M.I.R. (Armata italiana in Russia) il nuovo corpo di spedizione, forte di 230.000 effettivi, che ingloba e sostituisce il C.S.I.R. Inizialmente le penne nere dovevano essere schierate sulle alture del Caucaso, ma il comando tedesco decise di impiegare gli Alpini sul fronte del fiume Don, in pianura, terreno poco adatto a truppe addestrate ed attrezzate per la guerra in montagna. Le divisioni vennero schierate a sud di Voronez, alla sinistra delle linee tedesche,
19 novembre: i sovietici rompono il fronte della 3a Armata romena e della 4a Armata tedesca.
10 dicembre: l’8a Armata italiana, composta da 220.000 uomini e 7.000 ufficiali, è schierata: la densità in linea è di un soldato ogni sette metri.
11 dicembre: l’Armata Rossa inizia la battaglia di logoramento contro il II Corpo d’armata italiano (Operazione Saturno).
16 dicembre: inizia la battaglia di rottura. Entrano in campo i carri armati e l’aviazione sovietica per una manovra a largo raggio. La difesa dell’ARMIR vacilla.
19 dicembre: punte corazzate sovietiche raggiungono con una manovra aggirante le retrovie italiane. Il 20 e il 21 i sovietici completano l’attacco. Inizia la ritirata italiana con due colonne, la prima formata dalle divisioni Ravenna, Pasubio, Torino; la seconda da aliquote della Pasubio, dalla Celere, e dalla Sforzesca.
24 dicembre: la prima colonna italiana, chiusa nella conca di Arbusovka, rompe l’accerchiamento ma parte della Pasubio e della Torino restano accerchiate a Certcovo. Nella notte del 28 dicembre anche la seconda colonna italiana raggiunge le linee tedesche a Skassisrkaia. Il Corpo d’armata alpino (divisioni Cuneense, Julia e Tridentina) è ancora schierato sul fronte del Don.

La tragica ritirata
La tragica ritirata

1943  15 gennaio: una ventina di carri armati sovietici irrompe su Rossosch, sede del comando del Corpo d’armata alpino, che è costretto a muovere a est, verso Podgornoje. 17 gennaio: all’alba il Corpo d’armata alpino è praticamente accerchiato. Alle 10.00 riceve l’ordine di ripiegare dal generale Gariboldi. Inizia una ritirata a trenta gradi sotto zero. 18 gennaio: la situazione si aggrava ulteriormente; uomini sfiniti ripiegano disordinatamente, mentre molti muoiono di congelamento e per i continui tentativi russi di fermare la ritirata. La marcia continua fino al 25 gennaio mentre la Julia e la Cuneense si sacrificano nella difesa.
26 gennaio: alle 12.00 la Tridentina, unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere giunge nei pressi di Nikolajewka presidiata da numerose unità dell’armata rossa, comincia l’ultima battaglia. Nel tardo pomeriggio, vista la dura resistenza dei sovietici ai ripetuti attacchi dei suoi alpini, il comandante della divisione generale Luigi Reverberi sale su un semovente tedesco, incita gli uomini con il grido “Tridentina Avanti!”, divenuto poi il motto della Tridentina.

Uno monumenti a ricordo delle decine di migliaia di caduti italiani in Russia
Uno monumenti a ricordo delle decine di migliaia di caduti italiani in Russia

Un’enorme massa di uomini stremati si rovescia sul villaggio travolgendo le difese dei russi mettendoli in fuga. Per questo gesto il Gen. Reverberi sarà insignito della medaglia d’oro al valor militare. Rotto l’accerchiamento si riesce a proseguire. 31 gennaio: i primi uomini della Tridentina raggiungono gli avamposti tedeschi. A Scebekino gli alpini sfilano di fronte al generale Gariboldi: circa 20.000 uomini sono usciti dalla sacca. La Tridentina prosegue ancora per 700 chilometri per raggiungere Slobon.
marzo-maggio: l’ARMIR rimpatria. La partecipazione italiana alla guerra di Russia ebbe nella tragedia dell’annientamento dell’8ª Armata 25.000 caduti in battaglia, vi furono 70.000 prigionieri di cui solo 10.000 restituiti e ben 60.000 deceduti nei campi di prigionia sovietici. Tra dispersi, caduti sul campo, morti in prigionia la Tridentina perse 4926 alpini, la julia 7280 e la Cuneense 9161.
Rientrate in Italia, le divisioni alpine sono dislocate nelle zone di appartenenza per essere riorganizzate.
Il Maggiore Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo reduce dalle gloriose imprese con i suoi Guastatori nei deserti africani, è posto al comando del neo costituito XXXI Battaglione Guastatori del Genio Alpino con sede ad Asiago ,forte di più di 1000 uomini, il reparto avra vita breve a causa dell’armistizio.

Alpini confluiti in una formazione partigiana.
Alpini confluiti in una formazione partigiana.

8 Settembre: Il Maresciallo Badoglio, capo del governo, annuncia che l’Italia ha chiesto e ottenuto l’armistizio con le forze alleate, lasciando l’esercito senza disposizioni o direttive. I tedeschi occupano l’Italia considerando  gli italiani nemici e traditori. Molti alpini vengono deportati in Germania nei campi di lavoro, altri si uniranno alla resistenza, altri ancora si arruoleranno nell’esercito della nuova Repubblica Sociale Italiana,(R.S.I.). Le 5 divisioni alpine cessano di esistere.
4 Dicembre: a Nardò in Puglia, viene costituito il Battaglione Alpini Piemonte che entra a far parte del Corpo Italiano di Liberazione, seguito alla fine del 44 dal Battaglione Alpini l’Aquila anch’esso di nuova costituzione. Inquadrati nel Reggimento Fanteria speciale Legnano parteciparono alla guerra di liberazione al fianco delle truppe alleate.
Viene sciolta in Montenegro la Div. Alpina Taurinense, i superstiti insieme ai resti della Divisione di Fanteria Venezia costituiscono la Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, inquadrata nell’esercito di Tito per la liberazione della Yugoslavia.

La Divisione Monterosa della R.S.I.
La Divisione Monterosa della R.S.I.

1944  1 gennaio, nella Repubblica Sociale Italiana, fondata da Mussolini dopo l’armistizio, si ricostruisce il nuovo esercito con 4 divisioni, una di queste è la Divisione Alpina Monterosa composta da ufficiali e sottufficiali del regio esercito arruolatisi volontari dopo l’8 settembre e dalle nuove leve delle classi 1923-24 chiamate alle armi dal governo della R.S.I. Furono inviati in Germania per essere addestrati dai soldati tedeschi.  La Divisione a ranghi completi, per un totale di 20.000 uomini, rientrò in Italia a fine luglio,divisa in tre gruppi di combattimento, fu impiegata per difendere la penisola dagli alleati che dopo lo sbarco in Sicilia avanzano da sud. La Monterosa era composta da 3 reggimenti:

1° Reggimento Alpini – Battaglioni: Aosta, Bassano e Intra (ognuno su cinque compagnie).
2° Reggimento Alpini – battaglioni: Brescia, Morbegno e Tirano (ognuno su cinque compagnie).
1° Reggimento Artiglieria Alpina – Gruppi: Aosta, Bergamo e Vicenza.
I Battaglini divisionali: Pionieri, Collegamenti, Trasporti, Sanità e Intendenza, Compagnie caccia carri e Comando. A fine gennaio del 1945 entrò a far parte della divisione il Battaglione alpini Cadore.

1945  25 Aprile, il C.L.N. ordina l’insurrezione generale, I partigiani occupano le principali citta del nord Italia alcuni giorni prima dell’arrivo degli alleati. Mussolini,travestito da soldato tedesco, tenta di raggiungere la Svizzera con una colonna dell’esercito germanico in ritirata, ma viene catturato e giustiziato dai partigiani insieme ad altri gerarchi fascisti il 28 Aprile a Dongo sul lago di Como.
1 Maggio, tutta l’Italia settentrionale è libera. Con la ratifica della resa della Germania l’8 Maggio a Berlino, si pone fine alla seconda guerra mondiale in Europa, il costo in vite umane per l’Italia è di 320.000 soldati e 85.000 civili. Il 2 Settembre dopo 2 bombe atomiche anche il Giappone firma la resa. Il costo mondiale di questa immane tragedia è spaventoso, 55 milioni di morti.