8 anni fa “Il sergente nella neve” posava lo zaino a terra

Mario Rigoni Stern
Mario Rigoni Stern
Il 16 giugno 2008 moriva Mario Rigoni Stern

“Quando venne sera accendemmo i lumi a nafta e il treno penetrò nella notte del Nord passando foreste d’abeti curvati dalla neve per lande battute dal libero vento, sfiorando villaggi addormentati, portando nel suo ventre uomini giovani e stranieri che andavano alla guerra.
Intanto, sdraiati nella paglia uno a fianco all’altro, dormivano sognando montagne e ragazze. Ma uno quella notte non dormì. In un angolo del vagone, accompagnato dal ritmo delle ruote sulle rotaie, pensava, per la prima volta in vita sua, al destino della povera gente, alla guerra che pretende che la povera gente s’ammazzi a vicenda e si chiedeva:
Chi ritornerà di quanti siamo su questo treno? Quanti compaesani uccideremo? E perché?
Giacché al mondo siamo tutti paesani…”
Mario Rigoni Stern.

Mario Rigoni Stern ha scritto pagine indimenticabili sulle sue montagne che amava e conosceva profondamente (Il bosco degli urogalli, Storia di Tonle, Le stagioni di Giacomo…) ma per noi Alpini ha rappresentato una testimonianza importante se non fondamentale, per mantenere vivo il ricordo di coloro che non sono più tornati.

Infatti da Sergente Maggiore del Battaglione Vestone ha vissuto prima e raccontato poi, in uno dei romanzi più letti del secolo scorso, la tragica ritirata degli Alpini e degli altri reparti in Russia. “Il sergente nella neve”, tradotto in diverse lingue e utilizzato in tutte le scuole italiane come testo di lettura, una storia straordinaria frutto dell’esperienza personale dell’autore che partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare vivo.

Se ti piace condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *