Italianski Karasciò Testimonianze e documenti dal Don

Locandina dell'evento Italianski Karascio
Locandina dell’evento Italianski Karascio
ITALIANSKI KARASCIO’, Italiani brava gente, un emozionante “viaggio” attraverso le fotografie, i documenti, le lettere, i filmati, i racconti dei superstiti. Si racconterà ciò che videro, ciò che vissero, ciò che patirono i nostri militari che, durante la seconda guerra mondiale, partirono per la Russia e dal fronte sul Don non fecero più ritorno.

Italianski Karascio’ è un evento che si svolgerà, con il patrocinio della Città Metropolitana di Genova e dell’Associazione Nazionale Alpini, sabato 16 luglio alle ore 16 presso l’atrio di Palazzo Fieschi in via Sestri 34, a Sestri Ponente, Genova.
Durante la serata si racconterà cosa accadde ad oltre 220.000 giovani, con l’obbiettivo di non dimenticarli mai.

Come nasce quest’iniziativa? Lo chiediamo a Luciana Boffa, tra gli organizzatori dell’evento: – Ho uno zio, Giuseppe Boffa, disperso in Russia, deceduto a 23 anni e di cui nessuno ha mai avuto notizie. Non mi pareva giusto dimenticare un eroe, così ho iniziato a cercare negli archivi, tra le testimonianze dei superstiti, tra i libri, ecc. Ho incontrato un mondo fatto di persone straordinarie alla ricerca di notizie dei famigliari che da quella tragedia non tornarono.

L’incontro con Francesco Cusaro ha innescato il forte desiderio di continuare a cercare per non dimenticare e, grazie a lui, sono riuscita a comprendere chi era lo zio, un ragazzo e un soldato straordinario. Mio padre ricorda con grande emozione il giorno della sua partenza: “Quando torno ti porto un orso”, aveva detto a lui bambino di 8 anni. Da quel giorno la famiglia ha atteso con trepidazione il ritorno di quel bravo giovane. Solo una bellissima e significativa lettera dal fronte, poi il nulla, un vuoto che finalmente si è colmato di significati e di verità celate.

Francesco Cusaro da oltre 10 anni si dedica appassionatamente alla ricerca di verità storiche. Per l’occasione racconterà cose che sui libri e testi storici non vengono spiegate: come hanno vissuto i nostri nonni, zii, i familiari che hanno partecipato al fronte Russo, alla grande ritirata. Non solo narrando la verità ma anche facendoci immedesimare in loro.

Francesco Cusaro spiega: – Io porto il nome di mio nonno, Francesco Cusaro. Aveva 28 anni quando venne prima dichiarato irreperibile (era il 6 Gennaio 1943) e quindi disperso, in data 22 Dicembre 1942. Faceva parte del Raggruppamento “6 Gennaio” nella Legione Forni della Montebello, XXX Battaglione. Lo farò conoscere attraverso la sua ultima lettera, scritta a suo figlio, il mio papà Mario, che allora aveva 7 anni ed aspettava il Natale – .

Sono certo che le sue ultime parole rimaste, sapranno raccontarvi di lui e vi faranno vivere un’emozione, la stessa che mi ha condotto negli anni ad appassionarmi della storia dell’ARMIR e delle 100.000 GAVETTE DI GHIACCIO. Quando nel 2002 ritrovai tutte le lettere di mio nonno Francesco e cominciai a riordinarle e a studiare quella Storia quasi ormai dimenticata, cominciò a maturare in me il desiderio di ritrovare mio nonno o qualche cosa di lui in quella terra lontana.

Capita in pratica a tutti coloro i quali, come me, hanno perso sul Don una persona cara e letteralmente si “ammalano” della Storia degli Italiani in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, fronte di guerra in cui morirono circa 90.000 nostri giovani.

Questo desiderio si tradusse dapprima nella lettura di decine di libri (la maggior parte memorie di reduci scampati a quella tragedia) nella speranza di riuscire a leggere il nome di mio nonno legato a qualche fatto. Poi nella richiesta di poter parlare con qualcuno di questi reduci (ricordo con piacere lo scambio epistolare con il grande scrittore Eugenio Corti che, nel libro I PIU’ NON RITORNANO citò il gruppo in cui militava mio nonno).

Via via che passava il tempo e i libri letti si avvicinavano al centinaio, mi resi conto che il mio desiderio era in pratica irrealizzabile: di mio nonno si erano perse completamente le tracce il 22 Dicembre 1942. Di lui, dopo 10 anni di intensa ricerca, non avevo ritrovato nulla …o almeno così mi sembrava. Studiando la sua storia e quella identica dei tanti che da quel fronte non tornarono, di mio nonno avevo invece ritrovato tantissimo: non erano però le cose materiali che credevo.

Per l’occasione è stato realizzata una apposita pagina facebook: “Italiani Brava Gente”, attiva da poco meno di due mesi e che ha suscitato l’interessa di centinaia di persone.

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