Cesare Battisti fu impiccato 100 anni fa

Cesare Battisti in uniforme
Cesare Battisti in uniforme
Il 12 luglio 1916 venivano impiccati il Tenente e il Sottotenente degli Alpini Cesare Battisti e Fabio Filzi.
Considerati “traditori” dalle autorità austriache furono processati sommariamente.

« Ammetto inoltre di aver svolto, sia anteriormente che posteriormente allo scoppio della guerra con l’Italia, in tutti i modi – a voce, in iscritto, con stampati – la più intensa propaganda per la causa d’Italia e per l’annessione a quest’ultima dei territori italiani dell’Austria; ammetto d’essermi arruolato come volontario nell’esercito italiano, di esservi stato nominato sottotenente e tenente, di aver combattuto contro l’Austria e d’essere stato fatto prigioniero con le armi alla mano. In particolare ammetto di avere scritto e dato alle stampe tutti gli articoli di giornale e gli opuscoli inseriti negli atti di questo tribunale al N. 13 ed esibitimi, come pure di aver tenuto i discorsi di propaganda ivi menzionati. Rilievo che ho agito perseguendo il mio ideale politico che consisteva nell’indipendenza delle province italiane dell’Austria e nella loro unione al Regno d’Italia. »

Cesare Battisti prigioniero
Cesare Battisti prigioniero

Questa fu la dichiarazione di Cesare Battisti resa durante il processo farsa, svoltosi nel Castello del Buonconsiglio a Trento, in cui confermava con coerenza la sua scelta di combattere contro l’Impero Asburgico per la libertà del Trentino e il suo ricongiungimento al Regno d’Italia.

LA VITA

Nato a Trento il 4 febbraio 1875, a vent’anni entra in politica, caldeggiando l’autonomia. La sua lotta mira a staccare il Trentino dal Tirolo che lo opprime moralmente e materialmente. Si dedica, in Trentino e in Alto Adige, territori allora dell’Impero Austro-Ungarico, ad una intensa attività politica, conciliando gli ideali irredentisti e quelli socialisti.

Alla testa del movimento socialista trentino, si batte per migliorare le condizioni di vita degli operai, per l’Università italiana di Trieste e per l’autonomia del Trentino. Nel 1898 assieme a Giovanni Battista Trener fonda e dirige la rivista Tridentum. Nel 1900 fonda il giornale socialista Il Popolo e quindi il settimanale illustrato Vita Trentina, che dirige per molti anni.

Desiderando combattere per la causa trentina con la politica e farla valere dall’interno, nel 1911 si fa eleggere deputato al Reichsrat, il parlamento di Vienna. Nel 1914 entra anche nella Dieta di Innsbruck.
Ad agosto dello stesso anno scoppia la Prima Guerra Mondiale. Il 12 dello stesso mese Battisti con la moglie e i tre figli, abbandona la casa, ogni suo bene, varca il confine e si trasferisce a Milano.

L’Italia dichiara la sua neutralità, ma Battisti prosegue la sua lotta perchè si entri in armi nel conflitto. Dall’Ottobre del ’14 al Maggio del ’15 tiene discorsi in 78 città italiane,riportando quasi ovunque consensi entusiastici, trionfali a Sassari e Cagliari, alternati a opposizioni e dissensi come a Roma e Reggio Emilia e sopratutto a Viareggio dove non riesce nemmeno a tenere la conferenza in programma.

LA MORTE

Il 24 maggio 1915, l’Italia entra in guerra. Battisti si arruola volontario e viene inquadrato nel Battaglione Alpini Edolo, 50ª Compagnia. Combatte al Montozzo sotto la guida di ufficiali come Gennaro Sora e Attilio Calvi. Per il suo sprezzo del pericolo in azioni arrischiate riceve, nell’agosto del 1915, un encomio solenne. Viene trasferito ad un reparto sciatori al Passo del Tonale e successivamente, promosso ufficiale, al Battaglione Vicenza del 6º Reggimento Alpini, operante sul Monte Baldo nel 1915 e sul Pasubio nel 1916.

Nelle operazioni, molti Alpini cadono sotto i colpi dei Kaiserjäger austriaci, mentre molti altri vengono fatti prigionieri, tra questi anche il sottotenente Fabio Filzi e il tenente Cesare Battisti stesso che, dopo essere stati riconosciuti, vengono tradotti e incarcerati a Trento.

Il mausoleo dove riposa Cesare Battisti
Il mausoleo dove riposa Cesare Battisti

Cesare Battisti affronta il processo, la condanna e l’esecuzione con animo sereno e con grande fierezza, nonostante la misera esposizione durante il tragitto in città, il fatto che sia stato condotto alla forca vestito quasi di stracci e che non gli sia stato permesso di scrivere alla famiglia, ma solo di dettare ad uno scrivano una lettera diretta al fratello Giuliano.

L’esecuzione avviene nella Fossa della Cervara, sul retro del Castello del Buonconsiglio, dopo la lettura della sentenza e prima di essere impiccato davanti ad un battaglione schierato sull’attenti, grida a tutti i presenti: ” Viva Trento italiana! Viva l’Italia! “

Due ore dopo, nello stesso modo e con le stesse modalità, viene impiccato anche Fabio Filzi.
Dopo la guerra, nel 1935, le spoglie mortali di Cesare Battisti vengono traslate al Doss Trento nel sacello del monumento a lui dedicato.

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