Maria Dolens, la campana dei caduti

Maria Dolens, è stata voluta, all’indomani della Grande Guerra, dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro, cofondatore del «Museo storico italiano della guerra». Simbolo imperituro di condanna del conflitto, di pacificazione delle coscienze, di fratellanza fra gli uomini, di solidarietà fra i popoli.
Maria Dolens
Maria Dolens

Maria Dolens è la quarta campana al mondo per peso tra quelle che suonano a distesa (1ª Gotemba Park in Giappone di 36 t, 2ª Millenium Bell di Newport negli Stati Uniti di 33 t, 3ª la Petersglocke del duomo di Colonia in Germania di 24 t).

L’idea

Negli anni del primo dopoguerra il sacerdote roveretano don Antonio Rossaro volle trovare un modo per ricordare tutti i caduti nel conflitto appena concluso. Pensò alla realizzazione di una campana, che si sarebbe ottenuta con il bronzo dei cannoni delle 19 nazioni partecipanti alla prima guerra mondiale. Ogni nazione donò un cannone di bronzo che venne fuso e da cui venne ricavata nel 1924 la prima campana.

La realizzazione

La campana venne fusa a Trento dalla fonderia Luigi Colbacchini. Una volta trasportata a Rovereto, venne collocata sul torrione Malipiero del castello di Rovereto. La realizzazione del modello fu affidata allo scultore della Val di Non Stefano Zuech, che la decorò con un bassorilievo di impostazione neoclassica.

Le realizzazioni successive
La campana nella sistemazione attuale
La campana nella sistemazione attuale

Il suono della campana tuttavia non corrispose a quello voluto. Venne quindi nuovamente fusa a Verona dalla fonderia Cavadini nel 1938. Il primo tentativo fallì per cui venne rifusa nel 1939, per poi ritornare a Rovereto il 26 maggio 1940. Anche la nuova campana dei caduti non ebbe una vita felice. Innanzitutto si attese la fine della seconda guerra mondiale prima di installarla sul Castello; e in seguito si incrinò gravemente (nel 1960). Non potendo intervenire altrimenti si decise per una nuova fusione. La quarta avvenne nel 1964, grazie al sostegno finanziario del Lions Club d’Italia. L’incarico fu affidato alla Fonderia Capanni di Castelnovo ne’ Monti. Il 4 novembre 1964 fu benedetta da papa Paolo VI. Venne al Colle di Miravalle, perchè era più grande delle precedenti ed il torrione del Castello non avrebbe potuto reggerla.

La campana oggi

La campana suona ogni giorno alle ore 21:30 con l’ora legale (20.30 con l’ora solare) e la domenica alle 12.00. 100 rintocchi in si♭ (si bemolle) a perenne ricordo dei caduti della grande guerra. Monito per la pace e la fratellanza tra i popoli. Sulla campana, sorretta da due colonne in cima al colle, si possono leggere due frasi per la pace. La prima di Pio XII, pronunciata alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale dice “Nulla è perduto con la Pace. Tutto può essere perduto con la guerra”. La seconda, invece, di Giovanni XXIII dice “In pace hominum ordinata concordia et tranquilla libertas”. La sommità del colle di Miravalle è stata denominata Piazza delle Genti. Si presenta come un ampio anfiteatro nel cui centro si trova la Campana dei Caduti affacciata in tutta la sua maestosità sulla Vallagarina.

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