45° anniversario della Tragedia della Meloria

I funerali dei caduti
I funerali dei caduti
La Tragedia della Meloria, quel silenzio tragico di Gesso 4.

La tragedia della Meloria è il disastro aereo accaduto il 9 novembre 1971 nelle secche della Meloria, un tratto di mare situato a circa 7 km al largo di Livorno, in Toscana. L’episodio rappresenta il più grave incidente occorso alle forze armate italiane dalla fine della seconda guerra mondiale.

Nell’ambito dell’esercitazione militare NATO denominata “Cold Stream” e svoltasi in Sardegna nel novembre 1971 era previsto il decollo di nove aerei militari Lockheed C.130 Hercules ed un Hawker Siddeley Andover, tutti britannici, dall’aeroporto di Pisa-San Giusto, per effettuare un lancio di paracadutisti italiani sulle zone di operazione.

L’Hercules della Royal Air Force matricola XV216, appartenente al No.24 Squadron di Lyneham, si inabissò al largo della costa livornese all’alba del 9 novembre 1971, con a bordo 6 militari britannici dell’equipaggio e i 46 paracadutisti italiani della 6ª compagnia “Draghi”, tutti periti nell’incidente.

Il monumento ai caduti a Livorno
Il monumento ai caduti a Livorno
L’inizio dell’esercitazione

Verso le 02:30 del 9 novembre 1971 i paracadutisti della Folgore scelti per la missione di addestramento salirono a bordo dei camion che li trasportarono all’aeroporto di Pisa-San Giusto, dove attendevano nove C-130 e un Hawker Siddeley Andover della RAF. Tutti i velivoli erano stati contrassegnati sulla fusoliera da un numero progressivo scritto col gesso, dall’uno al dieci.

Il primo a decollare, alle 04:55, fu l’Andover (“Gesso 1”) provvisto delle attrezzature necessarie a calcolare in volo il CARP. Alle 07:00, sopra la ZL di Villacidro, in Sardegna, circa 50 km a nord-ovest di Cagliari, i dieci sabotatori paracadutisti del 9º Battaglione d’assalto paracadutisti “Col Moschin” si lanciarono dall’aereo. Una volta a terra, si prepararono a segnalare e difendere la ZL in attesa dell’arrivo dei nove C-130 con a bordo 220 paracadutisti del 1º Reggimento, 100 carabinieri paracadutisti, 44 artiglieri paracadutisti, 12 paracadutisti del quartier generale della Brigata Folgore e 20 della compagnia manutenzione, per un totale di 396 soldati suddivisi in 46 per ogni aereo, insieme a due direttori di lancio.

Capitello in granito posto sul luogo della tragedia
Capitello in granito posto sul luogo della tragedia

“Gesso 2”, il primo dei nove C-130, si alzò dalla pista di Pisa alle 05:41 con a bordo il generale Ferruccio Brandi, comandante della Folgore, e altri 43 paracadutisti del 1º Reggimento. Brandi compiva 51 anni proprio quel giorno. Decollarono in totale solo sette C-130, a distanza di quindici secondi l’uno dall’altro, perché “Gesso 9” e “Gesso 10” avevano subito dei ritardi.

L’incidente fatale

A pochi minuti dal decollo i piloti di “Gesso 5”, che segue di quindici secondi “Gesso 4”, dove sono imbarcati 44 paracadutisti della 6ª Compagnia e due direttori di lancio della Compagnia comando del II Battaglione paracadutisti “Tarquinia”, videro davanti a loro una improvvisa fiammata sul mare. Il primo pilota informò allora il comandante della formazione, tenente colonnello Scott, il quale cercò subito di stabilire un contatto radio con tutti i sette apparecchi in volo. “Gesso 4” non rispose. Scott informò allora la base e si diresse col proprio aereo “Gesso 8” sul presunto luogo dello schianto, mentre il resto della formazione procedette verso la Sardegna.

Un altro momento dei funerali
Un altro momento dei funerali

All’aeroporto di Pisa, il capo ufficio operazioni della Folgore, maggiore Antonio Milani, non appena saputo da “Gesso 8” che “Gesso 4” « è in mare », si dirige a bordo di un elicottero AB-205 del 26º Gruppo squadroni ALE verso il luogo che “Gesso 5” aveva indicato come probabile punto dell’incidente: le secche della Meloria. Sul posto vengono avvistati galleggiare in una grossa macchia d’olio gli zainetti dei paracadutisti, il carrello del velivolo e battelli di salvataggio vuoti. Il comandante della Folgore, generale Brandi, venne avvisato dell’incidente non appena arriva col paracadute a terra, e subito intraprese il viaggio verso Livorno, mentre il resto dei paracadutisti proseguì l’esercitazione.

Le cause dell’incidente

Dopo la tragedia venne costituita una commissione d’inchiesta incaricata di indagare sulle cause dell’incidente, ma i lavori poterono cominciare solo dopo il ritrovamento del relitto. Da “Gesso 4” non giunse mai nessuna comunicazione di allarme o di emergenza, e sebbene siano state recuperate dal fondale grandi parti dell’aereo grazie ad un pontone con gru dell’Arsenale M.M. di La Spezia, la commissione non è stata in grado di determinare con certezza la causa dell’incidente. Dal ritrovamento e dal posizionamento dei tronconi del velivolo, si può ipotizzare che i piloti, troppo vicini al mare, abbiano richiamato il velivolo, determinando così l’impatto della coda con l’acqua e la successiva rottura dell’aereo.

L’elenco dei caduti alla Meloria

Militari britannici
Flight lieutenant Colin G. Harrison (pilota)
Flying officer Rick Swann-Price (co-pilota)
Flying officer Mike Fawcett (navigatore)
Flight sergeant Brian D. King (motorista)
Sergeant Paul Fulford (loadmaster)
Sergeant Ralph R. Lee (direttore di lancio)

Militari italiani
Sottotenente Pietro Maria Magnaghi
Sottotenente Ernesto Borghesan
Maresciallo capo Giuseppe Augello
Sergente maggiore Carmine Celozzi
Caporal maggiore Carlo Colombini
Caporale Maurizio Benericetti
Caporale Silvano Bolzoni
Caporale Antonio Fiumara
Caporale Giuseppe Iannì
Caporale Paolo Interrante
Caporale Sandro Licori
Caporale Franco Vantaggiato
Paracadutista Leonardo Angelini
Paracadutista Michele Carasi
Paracadutista Ettore Carta
Paracadutista Arcangelo Ciappellano
Paracadutista Antonio D’Alessandro
Paracadutista Giuseppe D’Alessandro
Paracadutista Danilo Dal Zotto
Paracadutista Fulvio Dall’Asta
Paracadutista Vincenzo De Marco
Paracadutista Ubaldo De Mitri
Paracadutista Angelo De Vito
Paracadutista Luciano Del Lago
Paracadutista Guglielmo Di Natale
Paracadutista Arturo Deiana
Paracadutista Pietro Dessì
Paracadutista Paolo Donnarumma
Paracadutista Giuseppe Facchetti
Paracadutista Marco Ferrari
Paracadutista Renato Fracassetti
Paracadutista Carlo Frasson
Paracadutista Salvatore Fumusa
Paracadutista William Furgeri
Paracadutista Rocco Giannattasio
Paracadutista Giovanni Giannini
Paracadutista Alberto Gilioli
Paracadutista Andrea Ginex
Paracadutista Giuseppe Guarnieri
Paracadutista Bruno Guidorzi
Paracadutista Roberto Liuzzi
Paracadutista Daniele Matelli
Paracadutista Robertp Morganti
Paracadutista Elia Quarti
Paracadutista Silvano Sabatini
Paracadutista Leonardo Torsello

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