La vittoria dimenticata della pattuglia alpina

Olimpiadi invernali di Garmisch 1936, la vittoria dimenticata della pattuglia alpina.

La stagione sciistica è appena cominciata. E chissà se questa volta i nostri telecronisti sportivi, nel ricordare le vittorie mondiali e olimpiche del passato dei nostri sciatori e atleti, rammenteranno ciò che di solito dimenticano, ossia la prima medaglia olimpica nello sci alpino, la vittoria dimenticata della pattuglia alpina alle olimpiadi di Garmisch nel 1936.

Le nostre prime medaglie olimpiche, sia per quelle estive che per quelle invernali, hanno almeno un tratto in comune: l’esercito italiano. Il tenente di cavalleria Gian Giorgio Trissino vinse il concorso olimpico degli sport equestri nelle Olimpiadi del 1900 a Parigi, precedendo di poche ore la vittoria nella sciabola di Antonio Conte su Italo Santelli. Una vittoria, quest’ultima, che originò una lunga querelle tra i due, l’Italia e l’Ungheria. Forse un giorno ne parlerò. E per la verità, anche sulla vittoria di Trissino qualche dubbio c’è, dal momento che secondo alcuni a montare e gareggiare non fu Trissino, ma il capitano Federico Caprilli, eroe nazionale, impossibilitato a partecipare ai Giochi tanto perché ritenuto professionista, quanto per via delle sommosse italiane del 1900 che portarono allo scioglimento delle Camere.

La vittoria della pattuglia alpina a Garmisch
La vittoria della pattuglia alpina a Garmisch

Ma torniamo a noi e allo sci. All’inizio del 1936, sotto l’occhio severo e vigile del Fuhrer Adolf Hitler, si disputarono a Garmisch le Olimpiadi invernali, che prevedevano per la prima volta anche gare di sci alpino. Già, prima non erano comprese. Ma a Garmisch 1936 successe anche altro.

L’emozionante arrivo della pattuglia

Lo racconto con le parole dei cronisti dell’epoca: “stavamo per veder tramontare il sogno più bello dell’Olimpiade, quando nello stadio bianco abbagliante di luce vedemmo entrare i quattro alpini. Guardammo allora i cronometri: mancavano sì e no quaranta secondi allo scoccare del termine fatale. Osservammo gli alpini: procedevano ancora ed erano a centocinquanta metri dallo striscione d’arrivo. Udimmo vicino a noi ripetersi con voce mozza, malferma, commossa il grido « Forza Italia! Forza! Forza! », poi molti occhi si riempirono di lacrime. Per 14″, i soldati d’Italia, i soldati di Mussolini avevano vinta la più severa battaglia sportiva“.

Ecco cosa successe. Accadde che la pattuglia militare degli alpini, ecco il legame con l’esercito e con Trissino, s’impose nella prova dimostrativa. Una prova abbastanza impegnativa anche, che abbinava sci di fondo e tiro al bersaglio. Si trattava di colpire dei palloncini, posti a 150 metri, con colpi di fucile. Ogni errore di mira costava 3 minuti di penalizzazione. Era una sorta di biathlon ante litteram, insomma. E gli italiani s’imposero.

Una prova dimostrativa

Perché questo vittoria viene sempre dimenticata? Perché trattandosi di una prova dimostrativa non viene annoverata tra gli allori olimpici, pertanto non è possibile dare alla pattuglia alpina di Garmisch la primogenitura legale del primo oro azzurro in una Olimpiade invernale, che formalmente appartiene al fruttivendolo Nino Bibbia. Fruttivendolo perché era questo il suo lavoro a St. Moritz. Il nome di Nino Bibbia, morto qualche mese fa a 91 anni, è presente nella storia dello sport tricolore. Risulta lui il primo italiano a vincere un oro olimpico nei giochi invernali. Ma in che disciplina gareggiava Nino Bibbia? Bibbia s’impose nel 1948, nella sua St. Moritz (ma era italianissimo, eh!). Si impose nello skeleton, uno slittino con pattini d’acciaio sul quale cui si gareggia sdraiati, proni e con la testa rivolta a valle. Una specialità delle velocità che era anche un filino pericolosa.

Ma noi siamo sportivi, non burocrati, e niente ci vieta di ricordare l’impresa. E lo stiamo facendo. I nomi dei componenti della pattuglia alpina a Garmisch? Enrico Silvestri (Capitano degli alpini), Luigi Perenni (Sergente) che in realtà si chiamava Alois Prenn, ma allora i nomi altoatesini si italianizzavano, Stefano Sertorelli (militare di truppa), Sisto Scilligo (militare di truppa).

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