Selenyj Jar il quadrivio maledetto

Rappresentazione pittorica di Selenyj Jar il quadrivio maledetto
Rappresentazione pittorica di Selenyj Jar il quadrivio maledetto
Era il 20 dicembre 1942 quando iniziò la Battaglia di Selenyj Jar il quadrivio maledetto, anche conosciuta come Battaglia di Natale.

Selenyj Jar il quadrivio maledetto è l’episodio più alto di eroismo puro e disinteressato. Gli alpini lo hanno saputo scrivere nel tragico libro della Campagna di Russia. Già dal 14 gennaio 1943 iniziò il dramma. Infatti una moltitudine di uomini e di carri armati russi oltrepassarono il Don per iniziare una gigantesca manovra a tenaglia. L’intento era eliminare tutte le forze avversarie schierate sul Don, impegnando la “Cuneense” e la “Julia” in sanguinosissimi scontri.

Il Battaglione L’Aquila, dopo la distruzione da parte delle soverchianti forze russe, di alcune divisioni italiane, la Cosseria e la Ravenna, e di una tedesca, schierate a sud del C.A. Alpino, fu mandato in fretta e furia a chiudere la falla, che avrebbe avuto effetti disastrosi per tutto il C.A. Alpino e fu schierato nei pressi del quadrivio di Selenyj Jar.

Se i Russi se ne fossero impadroniti, avrebbero potuto facilmente dilagare su Rossosch. La città sede del comando del C.A. Alpino, e prendere alla spalle tutto lo schieramento alpino sul Don. Per la conquista del quadrivio, dal 20 al 30 dicembre 1942, divampò una battaglia di inaudita violenza. Lo scontro passò alla storia col nome di Battaglia di Natale. Ma i nostri pochi reduci la chiamarono “Battaglia del quadrivio maledetto”.

Il sacrificio per salvare il C.A Alpino

Il Battaglione L’Aquila, col solo aiuto del Monte Cervino, seppe fermare gli attaccanti. (… e se qualcuno ti lascia il passaggio, noi altri alpini fermarti saprem). Gli alpini abruzzesi, a costo di spaventose perdite, continuarono a difenderlo con i pochi resti del Monte Cervino. In seguito, insieme con i battaglioni Vicenza e Val Cismon fino al 16 gennaio 1943, quando arrivò l’ordine di ritirarsi.

Il quadrivio maledetto”, senza che gli attaccanti fossero riusciti a conquistarlo stabilmente, fu abbandonato insieme con le spoglie di tanti Eroi, che erano morti per difenderlo. Selenyj Jar, un misero incrocio di piste nella steppa, un palo con quattro tabelle, che indicavano le direzioni di Komaroff, Krinintschnaja, Deserowatka e Ivanowka. Tutti gli alpini dell’Aquila hanno visto il segnavia del quadrivio in mezzo alla steppa.

Il Battaglione L’Aquila era costituito da anziani richiamati fino alle classi 1910 e soprattutto da ragazzi delle classi 1921 e 1922, il fiore dell’Abruzzo montano. La sua forza alla partenza per la Russia nel mese di agosto 1942 era di 52 ufficiali, 52 sottufficiali, 1650 alpini e 360 muli. I rimpatriati nel marzo 1943: tre ufficiali, 159 alpini e 12 muli. Uno dei tre ufficiali tornati a baita era Peppino Prisco, che avrebbe poi introdotto la tradizione di celebrare una messa in suffragio dei caduti, proprio per ricordare tutti i compagni che non erano più tornati a casa dal quadrivio maledetto.

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