La slavina a San Valentino alla Muta

La camera ardente
La camera ardente
Nel febbraio del 1972, 7 alpini del 5º reggimento, di stanza a Malles, in Alto Adige, impegnati in esercitazione in Val Venosta persero la vita sotto una slavina a San Valentino alla Muta.

Rimane indelebile il ricordo dei 7 alpini travolti nel 1972 da una slavina a San Valentino alla Muta in alta Venosta, evento particolarmente celebrato in varie occasioni decennali e quinquennali sempre con sinceri sentimenti di dolore, disciplinati da forti e consueti accenti di identità e solidarietà alpina. Tanto più quest’anno, in cui ricorre il 45esimo anniversario della disgrazia che colpì il gruppo di militari con sede nella caserma Wackernell di Malles che ospitava il glorioso battaglione alpino Tirano.

Nel febbraio del 1972 la brigata alpina Orobica era impegnata nelle manovre invernali. All’alba del giorno 12, una formazione di alpini mosse dalla malga Villalta ove aveva pernottato provenendo da San Valentino alla Muta. Dovevano effettuare lo scavalcamento della valle Villalta (Oberdorfetal nelle cartine) e portarsi in quella di Slingia (quindi verso Malles).

I funerali dei 7 alpini
I funerali dei 7 alpini

Questa formazione di alpini della compagnia 49 del Tirano era integrata da altri dell’Edolo e del Morbegno. Al comando dell’allora tenente (a due stelle) Gianluigi Palestro si misero in marcia. Ma subito dopo la partenza, ad appena circa 300 metri di distanza dalla malga, si trovarono nel punto di scarico di una grande slavina staccatasi dal monte Vernung (che si erge con un angolo quasi retto per oltre 700 metri sopra il tratto colpito).

Questi i nomi e luogo di provenienza dei giovani alpini morti. Domenico Marcolongo (San Giovanni Lupatoto – Verona). Romeo Bellini (Foresto Sparso – Bergamo). Luigi Corbetta (Sovico – Milano). Gianfranco Boschini (Suisio, Bergamo). Valdo Del Monte (Trento). Davide Tognela (Stazzona di Villa di Tirano – Sondrio). Duilio Saviane (Broz di Tambre d’Alpago, Belluno).

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