6 anni fa il Ten. Massimo Ranzani cadeva in Afghanistan

Il 28 febbraio 2011, nei pressi di Shindand, un esplosione investiva un Lince, provocando la morte del Ten. Massimo Ranzani e il ferimento di altri quattro militari del 5° reggimento alpini.

Massimo Ranzani era a bordo di quel Lince. Paradossalmente è stato ucciso di ritorno da una missione “MEDCAP”. Una missione di assistenza medica alla popolazione civile in collaborazione con le autorità afghane. Massimo era un alpino dallo sguardo sorridente ed è stato colpito dopo aver distribuito vestiti.

Il Cap. Massimo Ranzani in Afghanistan
Il Cap. Massimo Ranzani in Afghanistan

Abitava a Santa Maria Maddalena, nel Comune di Occhiobello (Rovigo). Viveva con i genitori: papà Mario, 62 anni, e mamma Ione, 58. Nei giorni seguenti, il rientro e i funerali sia solenni che privati. Come di consueto è arrivata la promozione al grado superiore cioè Capitano. Lui che era diventato ufficiale dopo una prima parte di carriera da Maresciallo.

E poi le decorazioni: il 27/07/2011 la Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero. Il 25/02/2013 la Medaglia d’argento al valore dell’Esercito. Ma sono solo freddi dati che stridono con le emozioni che provoca  per genitori, amici e commilitoni la perdita di un figlio, un amico e un compagno.

Agli amici Massimo confidava che per costruire la pace bisogna guardare gli occhi dei bambini. Leggervi dentro il sogno di cose belle e nuove perché non ci sono bambini italiani, afghani o di altri paesi ci sono solo bambini. Sperare, per Massimo, significava credere nell’impossibile.

Da buon cristiano Massimo, cresciuto tra gli scout della sua parrocchia, che giurano fedeltà a Dio e alla patria sapeva che la pace esige il lavoro più eroico, il sacrificio più difficile, perché la pace esige un eroismo più grande della guerra, una maggiore fedeltà alla verità e alla pace.

Come alpini cerchiamo di portare avanti il ricordo del Capitano Massimo Ranzani. Fedeli ai nostri principi continuiamo ad aiutare i vivi per ricordare i nostri morti.

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