2° anniversario della morte di Cesare Lavizzari

Ricorre oggi il secondo anniversario di questa grave perdita, due anni fa se ne andava all’improvviso Cesare Lavizzari. Il suo “cuore alpino” ha deciso di smettere di battere, un cuore che batteva forte soprattutto quando Cesare indossava il suo Cappello. Batteva forte, si vedeva e sentiva in tutto quello che Cesare faceva con il Cappello calcato in testa. Il suo “cuore alpino” era nei suoi interventi alle manifestazioni, nelle sue discussioni sul futuro associativo, nel suo impegno da Consigliere Nazionale.

Cesare Lavizzari
Cesare Lavizzari

Cesare era nipote del Col. Fausto Lavizzari, comandante del 9° RGT Alpini, pluri medagliato e andato avanti in un campo di prigionia russo. Uno che aveva fatto la Prima Guerra, la Guerra Civile Spagnola e la Seconda Guerra, presente praticamente in tutte le campagne, Francia, Grecia, Albania e Russia.

Ma era anche nipote del Cap. Fulvio Pedrazzini, anch’egli combattente sia della Prima Guerra che della Seconda Guerra. Sullo Zugna e sul Piave prima e in Francia e Russia con il BTG. Tirano della Tridentina poi.

Diventato avvocato, aveva avuto un mentore d’eccezione, collaborando per 10 anni con un’altra grande figura di Alpino, Peppino Prisco.

Il mio ricordo di lui è al Colle di Nava, quando ho percepito il suo orgoglio e la sua passione, mentre parlava a tutti noi, come massima carica presente dell’Associazione. Cesare era anche un gesto semplice ma denso di significato, come il bacio alla bandiera di guerra del 9° RGT Alpini, il Reggimento di suo nonno Fausto, che gli abbiamo visto dare all’Aquila.

E’ stato sicuramente una figura importante dell’A.N.A. per la sua lucidità nell’affrontare la vita associativa e se n’è andato troppo presto. 

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