“Giorno della memoria” per non dimenticare l’orrore

Il famoso cancello di Auschwitz con la scritta "Il lavoro rende liberi"
Il famoso cancello di Auschwitz con la scritta “Il lavoro rende liberi”

27 gennaio, “Giorno della memoria”

Art. 1 “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”
Art. 2 “In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.”

“Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Lì si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora”

Liliana Segre

Si perchè la memoria va stimolata e qualche input sensoriale aiuta a capire.

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”

Primo Levi

Si perchè senza memoria del passato l’uomo non ha futuro.

“Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, non aveva nulla né di demoniaco né di mostruoso”

Hannah Arendt

Si perchè l’uomo ha sempre una scelta, soprattutto di rifiutarsi.

“Pochi anni ci separano dal più orribile crimine di massa che la storia moderna debba registrare: un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell’umanità”

Albert Einstein

Si perchè i valori morali se non li alimenti muoiono.

“La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi”

Mario Rigoni Stern

Per non dimenticare

 

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