Decimo anniversario della morte del Ten. Massimo Ranzani

Massimo Ranzani
Massimo Ranzani

Il Ten. Massimo Ranzani era nato a Ferrara il 24 marzo 1974 ed era entrato nell’Esercito nel 1999. E’ stato promosso al grado superiore di Capitano. Risiedeva a Occhiobello in provincia di Rovigo, con i genitori Mario e Ione. Ranzani aveva svolto servizio a Belluno per qualche anno, fino al 2004, come sottufficiale, prima di diventare ufficiale e essere riassegnato a Vipiteno.

Era alla sua seconda missione in Afghanistan, sarebbe dovuto rientrare in Italia ad aprile. Era celibe, avendo sposato in tutto e per tutto la carriera militare. Così si era confidato ad un’amica: “Non voglio sposarmi perché facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia”. Era a bordo di un veicolo blindato Lince di rientro da un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale.

Nella sede ANA del gruppo di Morbegno
Nella sede ANA del gruppo di Morbegno

Era il terzo della colonna, ed è stato investito dall’esplosione di un IED (ordigno improvvisato). Altri 4 alpini del 5° RGT di Vipiteno sono rimasti feriti nello stesso attentato. E’ il secondo lutto di questo tipo che colpisce Occhiobello. Abitano nel paese anche i genitori del Maresciallo MOVM Mauro Gigli, anch’egli caduto in Afghanistan.

In data 27 luglio 2011 è stata conferita dal Capo dello Stato al Cap. Massimo Ranzani l’Onorificenza della Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero, con la seguente motivazione:

La caserma di Vipiteno del 5° RGT Alpini a lui intitolata
La caserma di Vipiteno del 5° RGT Alpini a lui intitolata

Giovane Ufficiale del 5° Reggimento Alpini dalle straordinarie qualità umane e morali. Comandato in teatro afghano, si prodigava con grande perizia e professionalità per il pieno assolvimento degli obiettivi della missione. Il 28 febbraio 2011, durante un trasferimento dopo un’attività di sotegno sanitario alla popolazione locale, veniva investito, nei pressi dell’abitato di Adraskan, dall’esplosione di un ordigno improvvisato, proditoriamente occultato da terroristi lungo il percorso dell’autocolonna, immolando la propria vita nell’adempimento del dovere. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevato senso del dovere e dedizione al servizio che, con il suo estremo sacrificio, ha contribuito ad accrescere il prestigio dell’Esercito e dell’Italia, tenendo alti gli ideali di pace e solidarietà . Adraskan (Afghanistan), 28 febbraio 2011

L'intitolazione del terminal aeroportuale di Herat
L’intitolazione del terminal aeroportuale di Herat

In data 25 febbraio 2013 è stata conferita dal Capo dello Stato al Capitano Massimo Ranzani l’Onorificenza della medaglia d’argento al valore dell’Esercito, con la seguente motivazione:
Ufficiale addetto alla cooperazione civile — militare della “Task Force — Centro”, durante un’imboscata subita dalla pattuglia di cui era Comandante, dimostrando eccezionali doti di coraggio e leadership e mettendo a repentaglio la propria vita, dirigeva il dispositivo nella pronta reazione all’offesa, trasmettendo un’impareggiabile calma e una lucida chiarezza d’intenti, mantenendo elevato il morale dei propri uomini e riuscendo infine a sottrarli alla situazione di estremo pericolo, senza riportare perdite. Shindand (Afghanistan), 2 gennaio 2011.

Il 7 dicembre 2011 al Cap. Massimo Ranzani è stata intitolata la caserma del 5° RGT Alpini a Vipiteno, il 13 febbraio 2012 il terminal dell’aeroporto civile di Herat la cui costruzione è stata seguita da tecnici e progettisti italiani, il 30 settembre 2012 un cippo nel suo paese Occhiobello, il 21 luglio 2018 una sala del Rifugio 8° RGT Alpini (ex Casermetta Monte Zermula) a Paularo (UD), il 14 ottobre 2020 il Gruppo Alpini A.N.A. di Cento Sez. Bolognese-Romagnola. 

 

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