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4° DIVISIONE ALPINA CUNEENSE
LA DIVISIONE MARTIRE

Stemma Divisione Cuneense17.460 alpini partiti 13.470 tra morti e dispersi, tra i sopravvissuti, circa 3.000 deportati nei campi di prigionia sovietici, i "Gulag", e i fortunati che sono tornati "a baita" lo hanno fatto solo molti anni dopo la fine della guerra, i Battaglioni Ceva, Pieve di Teco, Mondovì, Borgo San Dalmazzo e Saluzzo completamenteStato Maggiore Cuneense in Russia annientati come il Gruppo Mondovì. Sono questi i numeri tremendi ed impietosi, che hanno fatto della 4° Divisione Cuneense la "Divisione Martire" che durante la ritirata di Russia e poi nell'ultima battaglia a Valuikj ha sacrificato quasi tutti i suoi effettivi, morti nelle immense steppe russe coperte di neve e ghiaccio, con temperature che andavano dai -30° ai -40°, morti di stenti e di freddo a causa di un equipaggiamento non adeguato, morti nei combattimenti con l'esercito sovietico, morti combattendo contro forze superiori per numero ed armamento.
Nonostante la situazione di manifesta inferiorità il Generale Battisti comandante della Divisione rifiutò sempre di arrendersi, e i suoi Il Gen. Emilio Battistialpini lo seguirono con coraggio, combattendo anche all'arma bianca e a mani nude quando le munizioni erano finite, lui contraccambiò la loro fedeltà restando insieme a loro e rifiutando di mettersi in salvo La tomba del Gen. Battisti al Colle di Nava (IM)sull'aereo che i tedeschi gli avevano messo a disposizione per ritornare in Italia.
Il Gen. Emilio Battisti seguì così la sorte dei 3.000 catturati e deportati nei campi di prigionia sovietici. I Russi gli inflissero, senza alcuna fondata ragione, tormenti, patimenti e sofferenze di ogni genere. Lo trattennero anche nella tristemente famosa Lubianka. Per il suo contegno adamantino, fiero e dignitoso, finirono tuttavia per stimarlo, al punto da chiamarlo VOT che significa uomo, eroe.
Il Generale Emilio Battisti rimise piede in Italia solo dopo sette anni abbondanti dalla battaglia di Valuikj del 28 gennaio 1943, per la precisione il 15 maggio 1950 e rimessosi in salute, partiva, modesto come sempre, con la sua Lambretta per visitare le famiglie dei dispersi in Russia, portare la sua parola di conforto e visitare i commilitoni rientrati prima di lui. Nel suo testamento espresse la volontà di essere sepolto vicino ai suoi alpini, alla sua morte che avvenne nel 1971 fu inizialmente tumulato a Il monumento alla Divisione Cuneense al Colle di Nava (IM)Bologna, e solo nel 1983 le sue spoglie furono portate a riposare nel Sacrario della Cuneense al Colle di Nava (IM) dove ogni anno viene ricordata la Divisione, il suo sacrificio e il suo comandante.

Se vuoi approfondire la storia della 4° Divisione Alpina Cuneense puoi consultare questo sito molto completo e curato.

www.cuneense.it




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