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Nastro giallo per i nostri Marò


 IL CASO "ENRICA LEXIE"

I due militari italiani scortati dal console italiano e dalla polizia indianaSono attualmente in stato di fermo fino al 23 febbraio i due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, appartenenti al Rgt. San Marco della Marina Militare ed indagati per la morte di due pescatori indiani, imbarcati sul peschereccio St. Antony.
I fatti contestati sarebbero avvenuti a largo delle coste indiane e precisamente dello stato di Kerala. I nostri due militari, insieme ad altri commilitoni, sono di stanza sulla petroliera italiana, per proteggerla da eventuali attacchi di pirati che infestano quella parte dell'Oceano Indiano, in ottemperanza alle misure anti-pirateria stabilite dalla Convenzione Onu sul diritto del mare del 1982 e da successive risoluzioni delle Nazioni Unite, alle quali nel 2011 ha aderito anche l'Italia.
Torniamo un attimo indietro per capire cosa sarebbe successo: il 15 febbraio i rapporti redatti dai sei "Marò" imbarcati descrivono l'avvicinamento alla petroliera di un natante sospetto e che non risponde alle richieste di allontanamento dei militari, vengono allora effettuati dei "warning shots" in aria quando la distanza è di 500 metri e poi di 300 metri, poi a 100 metri i "warning shots" vengono effettuati ad indirizzo dello specchio d'acqua davanti al natante sospetto dopodichè questo inverte la rotta e si allontana e la petroliera prosegue per la sua rotta.
Le autorità indiane sostengono che i colpi sparati dai militari italiani abbiano ucciso due pescatori, Gelastine di 45 anni e Ajesh Binki di 25, e hanno chiesto alla petroliera di attraccare nel porto di Kochi.
Sono molti i punti oscuri della vicenda e che hanno bisogno di essere chiariti. Le due versioni, quella della polizia indiana e quella dei militari italiani sono molto differenti, sia per l'orario che per la posizione dove sarebbe avvenuto il fatto. Senza contare che nello stesso giorno e nella stessa zona si sarebbe verificato un altro episodio di pirateria, che farebbe pensare alla presenza nell'area di un'altra imbarcazione, probabilmente di pirati. Secondo la ricostruzione italiana la petroliera italiana si trovava a circa 33 miglia dalla costa perciò in acque internazionali pertanto la giurisdizione sui fatti accaduti non ricade sulle autorità indiane ma su quelle italiane, alcuni sostengono infatti che il fermo dei due militari sia del tutto arbitrario, e che la risonanza data all'accaduto, fermo restando la gravità della cosa e il dispiacere per la morte di due persone, sia anche imputabile al fatto I due militari italiani scortati dal console italiano e dalla polizia indianache tra poco nello stato di Kerala ci saranno le elezioni.
Altra cosa strana è che fino ad ora le autorità giudiziarie indiane, hanno risposto negativamente alle richieste da parte della diplomazia italiana, di disporre gli esami autoptici sui corpi dei due pescatori, e l'esame balistico sui proiettili, il quale potrebbe, fare luce sulle vere responsabilità.
Restiamo comunque fiduciosi che la verità venga a galla, scagionando i nostri compatrioti, a cui va tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza.

 

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