UNA FOLLA PER L'ALPINO MATTEO
Thiene. "Eri un nostro fratello, ora sei il nostro simbolo". Gli alpini non dimenticano Matteo Miotto e si stringono attorno alla famiglia del militare thienese. A centinaia, hanno presenziato alla messa di suffragio il 31 dicembre, a un anno dallo scontro a fuoco che nella valle del Gulistan stroncò la vita del 24enne caporal maggiore. «So che gli alpini e gli amici di Matteo mi saranno vicini» aveva detto la madre alla vigilia del primo anniversario: le sue parole si sono avverate.
FOLLA DI AUTORITÀ. Il parcheggio del cimitero si è riempito in fretta, fin dal primo mattino. Dopo l'ammassamento di penne nere, in pochi minuti la chiesa del santuario di S. Maria dell'Olmo era stracolma. Nei primi banchi la famiglia di Matteo, con i genitori Anna e Franco, i sindaci di Thiene Maria Rita Busetti e di Zanè Alberto Busin, le due comunità ancora una volta unite nel dolore, dopo il recente lutto del benzinaio Franco Zoppello. A rappresentare le forze armate il gen. Marcello Bellacicco, già comandante della Brigata Julia in Afghanistan, il ten. col. Stefano Fregona, vice comandante del reggimento di Matteo, il 7° Alpini di Belluno, e il sgt. Stella, vice comandante del plotone alpieri, l'unità alla quale apparteneva Miotto. E
poi amici, compagni d'armi, alpini arrivati da tutta la provincia. Impossibile per la chiesa accogliere tutti. Fuori lo striscione del gruppo Ultras Vicenza.
LA MESSA. Il coro Ana di Thiene ha animato la funzione religiosa celebrata da più sacerdoti, tra cui il parroco dei Cappuccini padre Albino Boscolo e don Angelo Sacchiero, da un mese e mezzo cappellano militare del 7° Alpini. Sulla sua scrivania, a Belluno, ha trovato una foto di Matteo. «Hai creduto fino in fondo nella tua missione - ha detto - ti porteremo nel nostro cuore. Ora sei
quell'angelo che può dire: "Pace in terra agli uomini"». Una riflessione è andata alle mamme dei soldati caduti. «Il parto è un momento doloroso, ma il secondo parto, quando un figlio muore, lo è molto di più». Alla fine tutti col cappello in testa per la preghiera dell'Alpino e "Signore delle Cime".
IL RICORDO. Memorie e preghiere sono giunte anche dagli amici. «Ci manchi, Teo. Per noi sei stato un esempio di forza e dedizione. Ascolta dall'alto i nostri pensieri». «Eri un fratello di naia con la battuta sempre pronta - ha ricordato il commilitone Diego Dal Maso - non dimentichiamo il tuo grande impegno associativo, in particolare con il progetto scuola, ideato da te, grazie al quale l'arruolamento in provincia è aumentato. Ora non sei più il nostro portavoce, ma il nostro simbolo».
LA SFILATA. Un breve e commosso corteo ha poi scortato una corona d'alloro sulla tomba di Miotto.
Sempre presente lo striscione già esposto ai funerali e all'Adunata nazionale di Torino: "Matteo è presente e sfila con noi". Dietro al gonfalone della città di Thiene hanno sfilato le autorità civili e militari, la fanfara storica e i gagliardetti delle varie sezioni alpine della provincia. Le struggenti note del Silenzio hanno accompagnato la cerimonia della deposizione, prima del rompete le righe.


