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Nastro giallo per i nostri Marò


12 NOVEMBRE 2011
8° ANNIVERSARIO STRAGE NASSIRYA

NOI NON DIMENTICHIAMO

Appuntato Domenico INTRAVAIA, 44 anni
Maresciallo Alfio RAGAZZI, 39 anni
Maresciallo Giovanni CAVALLARO, 47 anni
Maresciallo Daniele GHIONE, 31 anni
Luogotenente Enzo FREGOSI, 56 anni
Sottufficiale Alfonso TRINCONE, 44 anni
Maresciallo Massimiliano BRUNO, 40 anni
Vicebrigadiere Giuseppe COLETTA, 39 anni
Vicebrigadiere Ivan GHITTI, 30 ANNI
Carabiniere Orazio MAIORANA, 29 anni
Carabiniere Andrea FILIPPA, 33 anni
Maresciallo Filippo MERLINO, 45 anni
Tenente Massimo FICUCIELLO, 35 anni
Maresciallo Silvio OLLA, anni 32
Carabiniere Emanuele FERARO, anni 28
Militare Alessandro CARRISI, 23 anni
Funzionario civile Marco BECI, anni 43
Aiuto Regista Stefano ROLLA, anni 65
Caporal Maggiore Pietro PETRUCCI, anni 22

La caserma dei carabinieri distruttaUna fredda mattina di novembre è interrotta da una edizione straordinaria dei TG:dapprima la curiosità, poi il dolore. Il dolore per una strage che nessun Italiano meritava, perché nessun Italiano ha mai sparato un solo colpo d'arma da fuoco sul territorio iracheno, perché la nostra unica missione, la loro ultima missione, era di portare un aiuto alle popolazioni sconvolte dalla guerra, una guerra che non è finita il 1° maggio come ha annunciato il Presidente U.S.A. Bush, e che ancora porterà dolore e morte a molti. Ma noi Italiani non siamo in guerra, non lo siamo mai stati. E allora perché? Perché martedì 17 novembre 2003, abbiamo pianto in ogni parte d'Italia i nostri Eroi, chi a Roma al Vittoriano, chi davanti al televisore per assistere alla I caduti di Nassiryacerimonia funebre, chi sulle tombe dei propri familiari caduti per la pace nella Basilica di San Paolo. Perché Noi Italiani abbiamo scelto di lottare contro il terrorismo, contro chi odia la vita, contro chi ha fatto piombare nell'incubo l'America quel maledetto 11 settembre 2001 e che ha unito Noi Italiani in un momento di dolore nazionale. Si, perché gli Italiani, dopo la strage, hanno riscoperto il valore della Patria e del coraggio, si sono stretti assieme percelebrare i nostri Eroi e per stare accanto alle loro famiglie, a cui bisogna stare accanto ora e domani. Perché chi si è sacrificato per la pace non va dimenticato mai. E' stato commovente vedere centinaia di migliaia di persone andare inpellegrinaggio all'Altare della Patria per rendere omaggio ai Caduti e per dire loro ancora una volta grazie, perché le loro gesta non solo I feretri dei caduti sono apprezzate da tutto il mondo, che riconosce all'Italia un ruolo fondamentale nelle missioni di pace, ma rendono Noi Italiani orgogliosi della Nostra Nazione e della Nostra Patria. E' stato un afflusso spontaneo, migliaia di persone, tra cui molti giovani, si sono recati al Vittoriano per posare mazzi di fiori e biglietti di ringraziamento e di elogio sulla scalinata del monumento. Il Popolo Italiano non ha voltato loro le spalle, ha avuto pietà per quanto è successo ed ha reso loro tutti gli onori che un popolo possa dare a questi portatori di pace nel mondo. Un cordoglio che è andato al di là del colore politico: anche Tributo ai nostri caduticoloro che erano e sono tuttora contrari all'invio di nostri soldati in Iraq si sono stretti al dolore che ci ha colpito. L'Italia si è stretta anche attorno ai Reduci, a coloro che sono tornati feriti, a coloro che non sanno darsi una spiegazione del perché loro siano tornati a casa vivi ed i loro commilitoni no. Anche Voi siete degli Eroi, perché avete saputo rendere onore ai vostri commilitoni caduti con le vostre parole di omaggio, con il vostro dolore e con le vostre lacrime. Ma avete un merito particolare, di cui non solo l'Italia, ma tutto il Mondo vi è grato: avete espresso la volontà di tornare al più presto in Iraq, per continuare la vostra missione di pace. Non ci sono parole per esprimere quello che gli Italiani hanno provato nel sentire queste parole: dirVi grazie non sarebbe abbastanza, le lacrime che abbiamo versato perLa disperazione dopo l'attentato la commozione nell' udire queste parole non sono nulla rispetto a quelle dei familiari dei Caduti ed alle Vostre, ciò che fate per tutti non è elogiabile in nessun modo che sia degno del Vostro rispetto. Perché è questo che meritate, rispetto e gratitudine. Molto spesso le Forza Armate non hanno avuto il rispetto e la gratitudine che meritavano, spesso anzi si sono trovate sul banco degli imputati e si sono colpevolizzate senza motivo. In questo momento di Unità Nazionale "l'Italia s'è desta": ha finalmente riconosciuto alle Nostre Forze Armate un ruolo primario per la realizzazione della pace mondiale, per la pace che tutti Noi Italiani vogliamo. Alcuni movimenti politici hanno preteso il ritiro immediato delle Nostre Truppe: ma Voi, Valorosi Reduci, I funerali dei caduti di NassiryaVoi volete tornare in quei luoghi dove dei Vostri e Nostri Fratelli hanno perso la vita, perché il loro sacrificio non sia inutile, perché è questo che Voi volete, concludere la missione di pace che avevate intrapreso assieme a Loro e rendere in questo modo Onore Perpetuo alla Loro Memoria ed alla Vostra e Loro missione. Quando, durante i funerali, sono state lette le Preghiere del Soldato e del Carabiniere, la Basilica di San Paolo si è unita in un solo applauso: è in questo modo che l'Italia Vi ha reso omaggio, anche se non sarà mai degno della Vostra Memoria. Il Silenzio, che ha scandito i momenti finali della cerimonia funebre, è stato un silenzio che forse non avrà mai fine: Voi, da lassù, continuerete la Vostra missione, e Noi, qui, non smetteremo mai di ricordarVi. Il Vostro Sacrificio merita i più Alti Onori che un uomo merita di ricevere, l'Italia è accanto a Voi, ai Vostri familiari ed ai Reduci!

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